SVIZZERA – Il settore culturale svizzero subisce una brusca frenata, allarme cultura in Svizzera. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica (OFS), nel 2025 il numero di operatori culturali in Svizzera è diminuito del 4,8% rispetto al 2024. Questo calo, paragonabile solo a quello registrato durante la pandemia, ha colpito maggiormente la popolazione maschile, i cittadini di nazionalità svizzera e, a livello geografico, la Svizzera latina rispetto a quella tedesca, evidenziando una forte disparità regionale.
Le categorie professionali più colpite
L’impatto della contrazione non è stato uniforme. Le professioni culturali strettamente interne al settore (come i musicisti d’orchestra) hanno registrato il crollo più marcato, pari al –7,8%. Hanno sofferto in modo significativo anche i professionisti culturali attivi in altri comparti (–4,7%). Al contrario, le figure non culturali impiegate nel settore, analizzate tramite la Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS), hanno mostrato una maggiore resilienza (–1,6%).
Redditi e insoddisfazione finanziaria
Oltre alla contrazione occupazionale, emerge un forte malessere economico. I dati dell’indagine sulle condizioni di vita indicano che ben il 26,6% degli operatori culturali si dice poco o nulla soddisfatto della propria situazione finanziaria, contro il 20,1% della media nazionale. Per un quadro più dettagliato sui salari, bisognerà attendere i dati ufficiali sui redditi che verranno diffusi il prossimo 25 giugno.

















