EUROPA – Nel 2024, il 95% dei bambini europei tra i 3 anni e l’età scolare ha frequentato l’istruzione prescolare. Secondo i dati Eurostat, si tratta di un netto passo avanti rispetto al 2014, quando la media si attestava al 91,2%. L’obiettivo del quadro strategico dello Spazio europeo dell’istruzione è raggiungere il 96% entro il 2030. L’Italia si posiziona un soffio sotto la media continentale al 94%, registrando però un calo di due punti percentuali rispetto al 2015. Per un quadro completo sulle dinamiche educative di frontiera, è possibile consultare gli approfondimenti dedicati su HoiNews.
I divari regionali: fanalini di coda e realtà svizzera
Nonostante la crescita globale, l’Europa viaggia a due velocità. Le percentuali di iscrizione più basse si registrano in Romania (76,5%), Slovacchia (81,8%) e Repubblica Ceca (86,4%). Al di fuori dei confini UE, la Svizzera mostra dinamiche proprie: per comprendere come si posiziona il Paese rispetto a questi standard, l’Unità dell’infanzia e della giovinezza dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS monitora costantemente le politiche di conciliazione famiglia-lavoro.
Il crollo delle percentuali nei Paesi candidati
La media della frequenza prescolare scende drasticamente se si analizzano i Paesi candidati all’adesione all’Unione Europea. In Serbia i bimbi all’asilo sono il 79,5%, in Montenegro il 78,6%, fino a scendere al 55% in Turchia e al 48,3% nella Macedonia del Nord. Per analizzare l’impatto di questi trend demografici ed educativi anche sulle regioni dell’arco alpino, l’Ufficio federale di statistica UST offre dati comparativi essenziali per decifrare l’evoluzione dei servizi per la prima infanzia.

















