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domenica 25 Gennaio 2026
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BCE, tassi invariati e allarme commercio: le previsioni di Lagarde per il 2026

MONDO – Nell’ultima riunione del 2025, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha confermato la linea della prudenza, lasciando i tassi d’interesse invariati. Christine Lagarde ha ribadito che la decisione riflette la necessitĆ  di monitorare un quadro economico segnato da profonde incertezze globali, specialmente sul fronte del commercio internazionale. Attualmente, il tasso sui depositi resta fermo al 2%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quello marginale al 2,40%. Questa fase di pausa, iniziata a luglio, prosegue senza che il board abbia ipotizzato scenari alternativi: “Oggi non si ĆØ discusso nĆ© di tagli nĆ© di aumenti“, ha chiarito la Presidente. La strategia di Francoforte rimane dunque rigorosamente ancorata ai dati macroeconomici, con un’attenzione particolare al “sentiment” dei mercati. Un eventuale deterioramento della fiducia degli investitori, unito alle tensioni commerciali, rappresenta infatti il principale rischio al ribasso per la stabilitĆ  dell’Eurozona.

Tassi e BCE

Le nuove proiezioni degli esperti dell’Eurosistema delineano un futuro caratterizzato da una crescita resiliente ma accompagnata da una inflazione dei servizi più persistente. Se per il 2025 l’inflazione media ĆØ confermata al 2,1%, le stime per il 2026 sono state riviste al rialzo all’1,9%, a causa di un calo dei prezzi nel comparto terziario più lento del previsto. Sul fronte della crescita, però, arrivano segnali incoraggianti: il PIL dell’area euro ĆØ stato corretto verso l’alto, con una previsione dell’1,4% per il 2025 e dell’1,2% per il 2026. Questo moderato ottimismo ĆØ alimentato principalmente dalla domanda interna e dai consumi delle famiglie, che restano il vero motore della ripresa economica europea. Nonostante il miglioramento delle stime sul prodotto interno lordo, la BCE mantiene la guardia alta: l’obiettivo del target inflattivo al 2% resta la prioritĆ , mentre le dinamiche dei salari e i rischi geopolitici impongono una navigazione a vista che esclude, per il momento, nuove manovre espansive sui tassi.

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