SVIZZERA – Il mercato dell’arte contemporanea vede la Svizzera saldamente al comando. Secondo l’annuale classifica “Power 100” pubblicata dalla rivista britannica ArtReview, i galleristi elvetici Iwan e Manuela Wirth, fondatori dell’impero globale Hauser & Wirth, hanno conquistato il primato assoluto. Questo prestigioso traguardo non riflette soltanto il successo economico della coppia, ma evidenzia un profondo cambio di paradigma nel concepire l’esposizione delle opere, ridefinendo gli standard commerciali e culturali del settore su scala globale.
Arte: l’espansione globale del modello svizzero
Il successo dei coniugi Wirth si deve a una visione strategica altamente innovativa, capace di trasformare le filiali in veri e propri spazi espositivi simili a musei istituzionali. Oltre alle storiche sedi svizzere, la coppia ha recentemente inaugurato un avveniristico centro formativo e multidisciplinare nel Somerset. Questa espansione dinamica ha permesso loro di superare giganti internazionali del calibro dell’artista dissidente cinese Ai Weiwei e del gallerista newyorchese David Zwirner, confermando la leadership elvetica come analizzato regolarmente dalle testate di approfondimento culturale su Swissinfo.
Il network elvetico e i dibattiti del settore
La prestigiosa graduatoria evidenzia la straordinaria forza del sistema culturale svizzero, storicamente supportato da istituzioni d’eccellenza e da fiere di rilievo mondiale come Art Basel. Tra i cento nomi più influenti spiccano infatti altre personalità elvetiche, tra cui il curatore Hans Ulrich Obrist, la collezionista Maja Hoffmann e l’artista Thomas Hirschhorn. Sebbene la classifica scateni spesso accese polemiche poiché unisce strettamente finanza e produzione artistica, essa certifica che la cabina di regia dell’arte contemporanea parla oggi svizzero.

















