MONDO – Francesco, il primo Pontefice arrivato dall’America Latina, ha impresso un cambiamento epocale nella Chiesa cattolica. Il suo magistero ha ridefinito i rapporti internazionali della Santa Sede, valorizzando i nuovi equilibri demografici orientati verso il Sud Globale. Attraverso una spiccata attitudine al multilateralismo, spesso al centro delle analisi sui corridoi umanitari svizzeri come quelli promossi da Sant’Egidio Svizzera, Bergoglio ha posto al centro dell’agenda l’ecologia integrale, la gestione delle migrazioni e il dialogo interreligioso, rompendo gli schemi del tradizionale eurocentrismo.
Le critiche alla diplomazia della misericordia
Questo nuovo paradigma basato sulla “diplomazia della misericordia” e sulla vicinanza alle periferie ha tuttavia scatenato profonde contestazioni di segno opposto. Le posizioni assunte da Francesco rispetto ai conflitti in Ucraina e a Gaza, unitamente alle delicate relazioni con la Cina, gli hanno attirato critiche di antioccidentalismo. Per comprendere la complessità di queste dinamiche e l’impatto dei conflitti dimenticati sul diritto internazionale umanitario, un punto di riferimento essenziale è rappresentato dagli studi del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE, che monitora costantemente le mediazioni globali.
Le sfide globali per il Papa Leone XIV
Il bilancio di questa stagione e la transizione verso il pontificato di Leone XIV aprono scenari inediti per la geopolitica vaticana. Al nuovo Papa spetta il compito di raccogliere questo complesso lascito, bilanciando le istanze del Sud del mondo con le pressioni d’Occidente. A questi temi è dedicato “Il mappamondo di Papa Francesco”, il nuovo speciale de Il Caffè Geopolitico. Le sfide legate alla pace e ai diritti fondamentali rimangono prioritarie anche nella Confederazione, come evidenziano i dibattiti ospitati regolarmente dalla Radiotelevisione svizzera RSI nel Canton Ticino.

















