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sabato 14 Febbraio 2026
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Credito nell’Eurozona: le banche hanno stretto i freni per le imprese

EUROPA – L’ultima indagine sul credito bancario (BLS) pubblicata il 3 febbraio 2026 ha tracciato un quadro complesso per l’economia dell’area euro. Nel corso dell’ultimo trimestre del 2025, le banche hanno inasprito gli standard di credito per le imprese in modo inaspettato, raggiungendo una percentuale netta del 7%. Questo irrigidimento ha superato di gran lunga le previsioni iniziali, a causa di una minore tolleranza al rischio da parte degli istituti e di crescenti preoccupazioni sulle prospettive economiche globali. Anche il settore del credito al consumo ha subito una stretta significativa, con criteri di approvazione più rigidi dettati dalla percezione di una maggiore vulnerabilitĆ  delle famiglie. Al contrario, il comparto dei prestiti immobiliari ha mostrato una tendenza opposta: grazie alla forte pressione della concorrenza tra gli istituti, gli standard per l’acquisto di abitazioni sono stati leggermente allentati, favorendo un accesso al credito più fluido per chi ha cercato casa.

L’indagine di gennaio 2026 ha rivelato un inasprimento dei criteri per i prestiti aziendali

Parallelamente alle politiche delle banche, la dinamica della domanda ha mostrato segnali di risveglio nonostante le incertezze. Le richieste di finanziamento da parte delle imprese hanno registrato un piccolo aumento, mentre la domanda di mutui è cresciuta in modo moderato, confermando la resilienza del settore immobiliare. Tuttavia, le tensioni commerciali internazionali e il clima di incertezza geopolitica hanno continuato a esercitare una pressione negativa, frenando una ripresa più vigorosa e spingendo le banche a mantenere termini contrattuali più severi. Per il primo trimestre del 2026, gli istituti di credito hanno già previsto un ulteriore inasprimento netto dei criteri per le aziende e una stretta ancora più marcata per il credito al consumo. Questo scenario ha confermato come il sistema bancario europeo abbia scelto la via della prudenza, cercando di proteggere i bilanci in un contesto macroeconomico ancora instabile e influenzato da rischi percepiti elevati.

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