ECONOMIA – Dal palcoscenico del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Vladimir Putin risponde con fermezza alle sanzioni occidentali. Il leader del Cremlino ha respinto la narrativa di un’economia russa al collasso, rivendicando il successo di un modello “sovrano” e paragonando i ritmi di crescita interna a quelli dell’Eurozona. Definitivo il suo affondo contro i leader europei, accusati di portare avanti politiche “miopi e aggressive” che genererebbero una concorrenza sleale sui mercati globali. Per monitorare i dati macroeconomici globali e i bilanci europei, è possibile consultare i report ufficiali sul sito di Eurostat.
Numeri a confronto: debito pubblico e sovranità
Per dimostrare la solidità di Mosca, Putin ha spostato l’attenzione sulle fragilità finanziarie dei Paesi UE, citando i dati del debito pubblico europeo cresciuto complessivamente all’81,7% del PIL. Il Presidente russo ha evidenziato i picchi di Grecia, Italia e Francia, mettendo a contrasto il ben più leggero 16,4% della Russia. Nonostante l’asprezza dei toni, non è mancata un’apertura diplomatica: Mosca si dice pronta a collaborare con chiunque accetti un piano di equità, non ponendo veti assoluti all’ingresso dell’Ucraina nella UE, purché questa non si trasformi in un blocco militare.
Diplomazia in bilico e l’ombra del vertice E3
Le parole di Putin arrivano in un momento di forte pressione diplomatica, subito dopo la lettera aperta di Volodymyr Zelensky che propone un faccia a faccia immediato. Se da un lato il Cremlino evoca la figura dell’ex cancelliere Schröder come possibile mediatore, dall’altro l’Europa si stringe attorno a Kiev. I leader di Francia, Regno Unito e Germania si riuniscono a Londra nel formato E3 per fare il punto. I dettagli sui posizionamenti geopolitici dei leader europei e della nuova cancelleria tedesca sono disponibili negli approfondimenti di Analisi Difesa. Dal vertice filtra un messaggio chiaro: l’Europa è pronta al dialogo, ma la palla passa ora alla reale volontà negoziale di Mosca.

















