GEOPOLITICA – La domenica porta un quadro internazionale in movimento, con crisi che si intrecciano e aggiornamenti che arrivano da più fronti. Come apriranno i mercati domani? Facciamo un riepilogo.
Venezuela: una catastrofe in un paese in crisi
Il Venezuela affronta le conseguenze del terremoto che supera 1.400 vittime, mentre La Guaira lotta con edifici crollati, soccorsi lenti e una richiesta crescente di mezzi pesanti. I residenti collaborano con i volontari e spingono le autorità a rafforzare gli interventi nelle zone più colpite.
Europa sotto la morsa del caldo
L’Europa vive una giornata rovente: l’ondata di caldo infrange nuovi record e spinge diverse città tedesche e francesi oltre i 40°C. Il fronte si muove verso est, ma i meteorologi prevedono un calo nel fine settimana e annunciano temporali che potrebbero riportare le temperature su livelli più gestibili.
Est europa: Vucic lascia il comando
In Serbia, il presidente Vucic conferma le dimissioni e apre una fase politica delicata che potrebbe portare a elezioni anticipate. Le opposizioni chiedono un cambio immediato, mentre le cancellerie europee seguono con attenzione l’evoluzione del quadro istituzionale.
Medio oriente: «pace fatta!» ma Hezbollah non ci stà!
Il Medio Oriente registra nuove frizioni: Hezbollah rifiuta l’accordo di sicurezza con Israele e critica condizioni che considera inaccettabili. Israele mantiene la fascia di sicurezza nel sud del Libano e aumenta la pressione diplomatica su Beirut. Intanto Iran e Stati Uniti intensificano attacchi e accuse reciproche, con movimenti militari nel Golfo che alimentano il rischio di escalation. Le parti contestano la violazione dell’intesa firmata due settimane fa e valutano nuovi negoziati nelle prossime settimane. La domenica si chiude con un mondo che affronta emergenze sovrapposte e richiede risposte rapide, coordinamento internazionale e leadership capaci di contenere tensioni sempre più evidenti.

















