MONDO – Il Nicaragua si afferma come leader della ripresa in America Centrale, con proiezioni di crescita del PIL che oscillano tra il 3% e il 4,5% secondo i dati della CEPAL e della Banca Centrale nazionale. Questo dinamismo economico è sostenuto da importanti investimenti infrastrutturali, come il completamento del terzo tratto dell’autostrada costiera del Pacifico, un’opera strategica volta a potenziare il turismo e il commercio interno. Tuttavia, la solidità di questo sviluppo presenta delle fragilità strutturali.
Dipendenza dalle rimesse e nuovi scenari geopolitici
Nonostante l’espansione dei consumi e delle infrastrutture, l’economia nicaraguense rimane fortemente dipendente dai flussi monetari degli emigrati. Le rimesse familiari rappresentano infatti quasi il 30% del PIL nazionale, un dato che evidenzia la necessità di una diversificazione produttiva più profonda. Parallelamente, il Paese sta ridefinendo i propri assetti internazionali: la recente ratifica dell’accordo di cooperazione militare con la Russia segna un cambio di passo geopolitico. L’intesa punta a rafforzare la sicurezza regionale e il coordinamento strategico tra Mosca e Managua, consolidando una partnership che spazia dall’addestramento militare alla difesa delle acque territoriali.

















