MONDO – Di fronte alla persistente svalutazione della moneta nazionale, il governo giapponese è sceso in campo con un’azione diretta e aggressiva sul mercato dei cambi. Tokyo ha effettuato massicci acquisti di yen contro la vendita di dollari USA per frenare il deprezzamento della valuta nipponica. L’operazione ha registrato un’elevata attenzione da parte del Tesoro americano, aprendo allo scenario di una possibile azione coordinata con Washington per stabilizzare i mercati. Come approfondito nei report internazionali di HOI, la tenuta del cambio rappresenta una priorità strategica per contenere l’inflazione importata e difendere il potere d’acquisto delle famiglie.
Revisione al ribasso per le prospettive di crescita del Paese
Oltre al fronte valutario, le autorità di Tokyo devono affrontare una congiuntura macroeconomica complessa. Il governo ha ufficialmente rivisto al ribasso le stime di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL), evidenziando il freno posto dalla debolezza dei consumi interni e dalle incertezze sul commercio globale. Le analisi economiche diffuse dalla RSI Radiotelevisione svizzera mostrano come l’aumento dei costi energetici e delle materie prime continui a gravare sulle imprese e sulla domanda delle famiglie, rendendo necessaria una calibrazione delle politiche fiscali di sostegno alla produzione nazionale.
La Banca Centrale mantiene i tassi d’interesse invariati
In questo quadro di incertezza, la Bank of Japan (BoJ) ha scelto la linea della prudenza, confermando la decisione di mantenere i tassi d’interesse stabili. Nonostante le tensioni sullo yen, l’istituto centrale intende garantire condizioni finanziarie accomodanti per accompagnare la ripresa. La traiettoria della politica monetaria nipponica resta dunque focalizzata sul raggiungimento di un’inflazione sostenibile sostenuta dai salari, pur monitorando costantemente l’impatto dei tassi di cambio e le dinamiche del credito a livello internazionale.
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