EUROPA – Il volto del terrorismo in Europa sta cambiando rapidamente, spostandosi dalle piazze fisiche ai canali digitali. Durante una recente audizione della commissione Libertà civili dell’Eurocamera (LIBE), gli esperti hanno evidenziato come i social media siano diventati il principale motore della mobilitazione jihadista. Le piattaforme algoritmicamente chiuse creano bolle informative isolate, mentre la pianificazione dei dettagli operativi si è ormai trasferita su chat crittografate come Telegram. Questa transizione rende il monitoraggio delle attività eversive estremamente complesso per le forze dell’ordine.
Propaganda interattiva e radicalizzazione precoce
La diffusione del messaggio estremista non si limita più ai canali tradizionali, ma sfrutta formati moderni e interattivi. Video brevi, spazi di gaming e contenuti generati dall’intelligenza artificiale accelerano la radicalizzazione in tempi record, spesso in pochissime settimane. Questo fenomeno colpisce in modo preoccupante i giovanissimi: quasi un terzo dei sospettati terroristi nell’Unione Europea nel 2024 aveva meno di vent’anni. I tentativi di contrasto si scontrano con la resistenza delle grandi piattaforme nel rimuovere i contenuti illegali segnalati.
Tracciamento finanziario e cooperazione con la Svizzera
Un altro nodo cruciale emerso a Bruxelles riguarda i flussi di denaro che alimentano le reti transnazionali. Per arginare i finanziamenti illeciti, la Commissione Europea punta a un nuovo sistema di tracciamento dei dati finanziari. Questa strategia richiede un forte coordinamento anche con i paesi extra-UE, in particolare per monitorare i canali bancari e le transazioni della Federazione Svizzera, nodo finanziario strategico. Una cooperazione attiva con il Dipartimento federale di giustizia e polizia svizzero risulta quindi fondamentale per congelare i capitali e arginare il terrorismo digitale.

















