EUROPA – L’Ufficio per l’IA della Commissione Europea e le autorità nazionali competenti avviano l’applicazione ufficiale del Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (AI Act). Questa svolta normativa introduce un quadro vincolante volto a garantire che lo sviluppo e l’impiego dei sistemi tecnologici avvengano in modo sicuro ed etico. Con l’inizio dei controlli, l’Unione Europea fissa standard chiari per ridurre i rischi legati ai sistemi emergenti e rafforzare la fiducia di cittadini e imprese nell’innovazione digitale.
Trasparenza obbligatoria: addio a deepfake e chatbot anonimi
La principale novità riguarda l’introduzione di precisi requisiti d’informazione per gli utenti. I chatbot e i sistemi interattivi avranno l’obbligo di dichiarare chiaramente la loro natura artificiale. Inoltre, i deepfake — siano essi immagini, video o file audio — dovranno recare un’etichetta identificativa visibile, accompagnata da marcatori digitali leggibili meccanicamente. Per consultare il quadro normativo completo è possibile accedere al portale giuridico EUR-Lex, dove sono specificati i dettagli attuativi stabiliti per i mercati dell’Unione.
Codice di buone pratiche e impatto sulle imprese
Per contrastare disinformazione e manipolazioni, la Commissione ha pubblicato il primo elenco di oltre 180 organizzazioni che hanno sottoscritto il Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA. L’iniziativa offre alle aziende uno strumento pratico per dimostrare la piena conformità alle nuove regole e protegge gli utenti da usi ingannevoli della tecnologia. In questo modo, l’UE punta a coniugare progresso economico e sicurezza collettiva nell’era dell’intelligenza artificiale.
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