MERCATI – Benvenuti a maggio! Un mese in cui “si fa quel che i vuole“, secondo il proverbio francese… anche se i mercati o Donald J. Trump potrebbero comunque insistere per avere l’ultima parola. A cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. Il momento clou della settimana, secondo l’agenda macroeconomica nota, sarà la pubblicazione del rapporto sull’occupazione statunitense di aprile, prevista per venerdì. Il consenso prevede un aumento di 65.000 posti di lavoro, in calo rispetto ai +178.000 di marzo, con un tasso di crescita salariale leggermente più rapido (+0,3% contro +0,2% di marzo) e un tasso di disoccupazione stabile al 4,3%. Prima di allora, avremo diversi altri indicatori del mercato del lavoro, come i rapporti JOLTS e ADP, nonché le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (scese sotto le 200.000 unità la scorsa settimana…) o la sottocomponente ISM relativa al lavoro nel settore dei servizi.
Mercati e banche nel mondo
Tra gli altri dati economici statunitensi da tenere in considerazione, si segnalano l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per maggio (venerdì), per il quale si prevede una ripresa dopo aver toccato il mese scorso il livello più basso da quando questo indicatore esiste (ovvero dal 1978), l’indice ISM dei servizi e i dati relativi al costo unitario del lavoro e alla produttività del primo trimestre. Nel frattempo, le banche centrali di Australia, Norvegia e Svezia si riuniranno per decidere i rispettivi tassi di interesse. Si prevede che la prima alzerà i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli al 4,35% martedì, a sostegno del dollaro australiano, mentre le altre due banche scandinave dovrebbero mantenerli invariati giovedì, rispettivamente al 4,00% e all’1,75%. Restando in tema di banche centrali, nei prossimi giorni sono previsti numerosi interventi della Fed e della BCE. Tra gli indicatori europei, si segnalano l’indice dei prezzi al consumo svizzero di aprile, gli ordini alle fabbriche e la produzione industriale tedeschi di marzo, mentre le elezioni amministrative nel Regno Unito di giovedì potrebbero avere un impatto sul mercato dei titoli di Stato britannici e sul cambio GBP/USD. Infine, l’agenda degli utili societari sarà di nuovo abbastanza ricca da tenere occupati e ben svegli i miei colleghi del settore azionario, con Palantir e AMD nel settore tecnologico, grandi titoli di beni di consumo come Walt Disney, McDonald’s, AB InBev, Toyota, Sony o Nintendo; o Rheinmetall e Leonardo nel settore della difesa, tra molti altri.

















