Microsoft accelera sull’IA nel Global South: pronti 50 miliardi entro il 2030

LUGANO - Microsoft ha annunciato di essere pronta a investire 50 miliardi di dollari entro la fine del decennio per espandere infrastrutture, competenze e...

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ROMA, ITALIA - Il Vaticano non parteciperĆ  al ā€œBoard of Peaceā€, l’iniziativa lanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per affrontare crisi internazionali...
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mercoledƬ 18 Febbraio 2026
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Lagarde verso l’uscita anticipata? Il retroscena che agita l’Eurotower

PARIGI, FRANCIA - Christine Lagarde potrebbe lasciare la guida della Banca centrale europea prima della scadenza naturale del suo mandato, prevista per ottobre 2027....

Scotiabank, 1832 Asset Management cede la quota in Elbit Systems dopo le proteste

TORONTO, CANADA - 1832 Asset Management, societĆ  di gestione controllata da Scotiabank, ha comunicato di aver venduto la propria partecipazione nel produttore israeliano di...

Stati Uniti e Iran avviano colloqui sul nucleare a Ginevra

GINEVRA - Gli Stati Uniti e l’Iran hanno avviato a Ginevra una nuova tornata di colloqui indiretti sul dossier nucleare, un confronto definito da...

Lagarde: ā€œIl mercato interno si sta risvegliandoā€. Consumi e investimenti sostengono la crescita

LUGANO - Durante il suo intervento ufficiale alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ha affermato che...

Il World Economic Forum oltre le vette: potrebbe abbandonare Davos

DAVOS – Il World Economic Forum (WEF), nato nel 1971 per intuizione di Klaus Schwab, si ĆØ evoluto da un ristretto circolo di manager europei a un ecosistema globale capace di influenzare l’agenda politica ed economica del pianeta. Con entrate che superano i 500 milioni di euro e partnership strategiche che costano oltre 600mila dollari, il Forum di Davos non ĆØ più solo una conferenza, ma una piattaforma di “stakeholder capitalism” che riunisce Capi di Stato, leader religiosi e i CEO delle Big Tech (come Nvidia e Microsoft). Sebbene sia celebre per aver favorito storici riavvicinamenti diplomatici — dalla stretta di mano tra Mandela e de Klerk agli accordi di pace per il Medio Oriente — l’organizzazione affronta oggi una crisi di identitĆ . Accusato di essere un club elitario e disconnesso dalla realtĆ , con l’ombra dell’ipocrisia climatica data dall’abuso di jet privati, il WEF cerca ora di ridefinire il proprio ruolo in un mondo segnato da tensioni geopolitiche frammentate e sfide tecnologiche senza precedenti.

Addio a Davos? PerchƩ il summit valuta Detroit, Giacarta e Buenos Aires

Dopo 55 anni di storia tra le nevi dei Grigioni, il legame tra il Forum e la cittadina svizzera vacilla sotto il peso di costi insostenibili e una reputazione di eccessivo isolamento. La Svizzera investe circa 9 milioni di franchi ogni anno solo per la sicurezza, impiegando migliaia di militari per proteggere un evento che sembra sempre più distante dalle dinamiche dei mercati emergenti. La spinta al cambiamento arriva dai vertici stessi, con Larry Fink (BlackRock) che propone di spostare il baricentro del summit verso cittĆ  come Detroit, Dublino, Giacarta o Buenos Aires. L’obiettivo ĆØ trasformare il Forum in un evento itinerante o stabilmente radicato nei centri dove il “mondo moderno si costruisce davvero“. Abbandonare le Alpi non sarebbe solo una scelta logistica o economica, ma un segnale politico forte: il tentativo di abbattere le mura di cristallo di Davos per ascoltare le istanze di un’economia globale che non parla più soltanto la lingua delle vecchie Ć©lite occidentali.

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