SVIZZERA – Il federalismo svizzero si appresta a vivere una trasformazione cruciale con il progetto «Dissociazione 27». Il rapporto intermedio, presentato il 24 aprile 2026, segna una tappa fondamentale per ridefinire le competenze tra la Confederazione e i Cantoni. L’obiettivo primario non è il risparmio, bensì una maggiore efficienza operativa: attraverso l’analisi di 21 settori, si punta a eliminare le sovrapposizioni decisionali e finanziarie. Questo processo mira a garantire che ogni livello statale goda di una libertà d’azione più ampia, rispettando il principio di sussidiarietà e rafforzando la funzionalità delle istituzioni elvetiche a lungo termine.
Verso il 2027: consultazione e neutralità di bilancio
Il rapporto individua ben 14 settori strategici — tra cui sicurezza, trasporti e formazione — dove la ripartizione dei compiti verrà approfondita nella seconda fase del progetto. Un punto cardine della riforma è la neutralità di bilancio: ogni trasferimento di responsabilità sarà accompagnato da una corrispondente compensazione finanziaria, evitando squilibri nelle casse pubbliche. Entro la fine del 2027 è atteso il rapporto finale, che integrerà i pareri di Cantoni, città e comuni raccolti durante la fase di consultazione. A 18 anni dall’ultima grande riforma (NPC), la Svizzera aggiorna così il suo motore federalista per rispondere alle sfide moderne.

















