MILANO – L’Italia resta nel 2025 uno dei mercati immobiliari più attrattivi d’Europa, con investimenti tra 12,4 e 12,5 miliardi di euro secondo Colliers e Assolombarda. La quota estera supera il 58–60%, spinta da stabilità macroeconomica e spread BTP‑Bund ai minimi. Crescono anche le secondary city come Como, ormai nel radar dei fondi internazionali. La criticità strutturale resta però enorme: il 62% degli edifici italiani è obsoleto, con rischio di forte svalutazione senza riqualificazioni energetiche (dato ricavato dai principali report di settore). In questo quadro, il dibattito politico su una possibile patrimoniale, rilanciato dalle opposizioni, alimenta timori tra gli investitori, mentre il governo difende la necessità di proteggere i capitali esteri per sostenere crescita e rigenerazione urbana. I segmenti più dinamici restano retail, logistica, hospitality e living, che guidano i volumi e confermano l’Italia come mercato rifugio nel real estate europeo.
















