MONDO – Mentre le tensioni geopolitiche si concentrano sullo Stretto di Hormuz, la vera battaglia per la supremazia globale si gioca nel settore dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale. Washington ha accelerato i propri piani industriali lanciando l’iniziativa “Pax Silica”, un programma strategico volto a blindare la filiera dell’IA insieme a un gruppo selezionato di alleati occidentali. L’obiettivo della Casa Bianca è duplice: potenziare in modo massiccio la produzione interna e tagliare fuori i rivali sistemici dalle tecnologie di frontiera.
Il Dragone Asiatico e la scommessa Rapidus
In Asia la risposta non si è fatta attendere, con il Giappone in prima linea grazie all’ambizioso progetto “Rapidus”. Questa iniziativa mira a rivoluzionare la geografia dei microchip avanzati, puntando alla produzione di massa e riducendo la dipendenza dalle superpotenze economiche. Come analizzato nei recenti approfondimenti di geopolitica su HoiNews, la corsa ai chip non è più solo una questione commerciale, ma rappresenta un pilastro fondamentale per la sicurezza nazionale e la sovranità tecnologica dei singoli Stati.
Autonomia globale e il ruolo della Svizzera
In questo scenario di forte polarizzazione, molti Paesi cercano di ritagliarsi spazi di autonomia per non essere schiacciati dal duopolio tecnologico. Anche le economie neutrali e votate all’innovazione guardano con attenzione a questa catena del valore: la Confederazione monitora i rischi di fornitura attraverso la Segreteria di Stato dell’economia SECO e promuove la ricerca d’avanguardia tramite le piattaforme del Consiglio dei politecnici federali ETH, per garantire competitività e indipendenza industriale ai mercati europei.

















