EUROPA – I dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) delineano uno scenario drammatico: tra il 1980 e il 2023, le alluvioni nell’UE hanno causato oltre 4.000 vittime e costi medi annui di 7,8 miliardi di euro, con picchi vertiginosi come i 48,2 miliardi del 2021. L’Italia resta in prima linea, avendo registrato danni per 10 miliardi solo nel 2024. Il report evidenzia come il surriscaldamento globale stia polarizzando il continente: mentre le regioni centrali e orientali affrontano precipitazioni estreme e portate fluviali in aumento fino al 18%, l’Europa meridionale soffre una riduzione idrica drastica, aggravando la crisi dei mezzi di sussistenza legati ad agricoltura e turismo.
Cambiamento climatico e cementificazione: il monito dell’AEA sul rischio idrogeologico
Il cuore del problema risiede nell’urbanizzazione selvaggia e nell’impermeabilizzazione del suolo. Circa il 40% delle aree urbane europee è coperto da asfalto e cemento, materiali che impediscono l’assorbimento dell’acqua e rendono vulnerabili 300 milioni di cittadini. Senza strategie di adattamento immediate, come la creazione di aree di raccolta e la de-cementificazione, i costi delle sole alluvioni costiere potrebbero esplodere, passando da 1 miliardo a oltre 1.000 miliardi di euro annui entro la fine del secolo. È a rischio non solo l’economia, ma l’integrità di infrastrutture vitali come scuole, ospedali e impianti di depurazione.

















