EUROPA – Per non cedere il monopolio dell’innovazione globale a Stati Uniti e Cina, l’Unione Europea lancia una sfida storica mobilitando 30 miliardi di euro. Il piano prevede la costruzione di sette gigafactory dedicate all’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale di ultima generazione. L’iniziativa unisce 10 miliardi di fondi pubblici ad almeno 20 miliardi di capitali privati. L’obiettivo è dotare l’Europa di supercomputer all’avanguardia e infrastrutture cloud sostenibili. Come sottolineato nei dettagli sul portale della Commissione Europea, la mossa punta a proteggere i dati e l’autonomia strategica del Continente.
Candidature aperte: l’Italia tra i 18 Paesi in corsa
Il bando ha scatenato una vera e propria competizione: sono già 18 gli Stati membri ad aver espresso interesse per ospitare o finanziare i centri di calcolo, compresa l’Italia. Attraverso la rete e le risorse dell’impresa comune EuroHPC JU, le infrastrutture saranno condivise tra consorzi pubblici e privati per accelerare la ricerca. Le candidature si chiuderanno il 12 novembre, mentre la selezione finale avverrà all’inizio del 2027, dando il via ai cantieri. L’Europa punta così a creare un ecosistema integrato e sicuro per la propria industria.
L’AI europea per PMI, ricerca e PA
Le nuove gigafactory non saranno semplici centri dati, ma nodi tecnologici completi forniti dei chip più potenti sul mercato, grazie a intese già siglate con colossi del calcolo come Nvidia, AMD e Qualcomm. Queste strutture garantiranno accessibilità a startup, università e piccole imprese, democratizzando la potenza computazionale nel rispetto delle normative UE. L’accesso diffuso al calcolo ad alte prestazioni rappresenta una necessità improrogabile per far crescere la competitività e l’indipendenza economica europea nei prossimi decenni.
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