MERCATI – L’instabilità geopolitica in Medio Oriente ha raggiunto un punto di svolta critico con l’estensione del conflitto in Iran, spingendo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE/EIA) a una mossa senza precedenti. Per contrastare la drastica interruzione delle forniture globali, è stato autorizzato il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche: si tratta della più imponente immissione di greggio mai registrata nella storia dell’organizzazione. Nonostante l’entità dell’operazione miri a calmierare i prezzi e rassicurare le borse, la decisione riflette la gravità della carenza strutturale causata dalla guerra, evidenziando una vulnerabilità energetica che tiene gli investitori con il fiato sospeso.
Borse in bilico: il brent supera i 90 dollari nonostante i rilasci
Paradossalmente, l’annuncio del maxi sblocco delle riserve non ha frenato la corsa dei prezzi, fungendo invece da catalizzatore per nuovi acquisti speculativi. Il Brent ha accelerato oltre il +2%, superando la soglia psicologica dei 90 dollari al barile, poiché il mercato interpreta l’eccezionalità della misura come una conferma della durata prolungata del conflitto. Le borse internazionali reagiscono con estrema volatilità: mentre i titoli energetici registrano rialzi tecnici, i comparti industriali e dei trasporti soffrono la pressione dei costi operativi. La riunione straordinaria dei governi membri ha sancito che la priorità assoluta è la resilienza del sistema, ma l’incertezza sulla sicurezza delle rotte marittime nel Golfo continua a dominare il sentiment degli scambi.

















