MILANO – Dal 1° luglio 2026 il dazio extra contingente sull’acciaio importato nell’Ue raddoppia: dal 25 al 50% ad valorem, secondo comunicati ufficiali della Commissione europea. La misura rafforza la difesa commerciale introducendo contingenti tariffari più rigidi e un sistema di controllo dell’origine basato su criteri tecnici come la fusione e colata. Bruxelles punta a contrastare la sovrapproduzione globale e l’elusione tramite trasformazioni minime in Paesi terzi. L’inasprimento dei dazi può incidere anche su beni di uso comune, dai prodotti metallici per l’edilizia agli articoli domestici, con possibili aumenti dei costi lungo la filiera. Le istituzioni europee sottolineano che la stretta mira a proteggere la competitività dell’industria siderurgica, mentre gli operatori valutano l’impatto sui prezzi e sulle catene di approvvigionamento.

















