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Mercati: il calendario economico della settimana

IL CALENDARIO ECONOMICO DELLA SETTIMANA

di Fabrizio Quirighetti di DECALIA.

MERCATI Il calendario economico della settimana. Spero che siate ben riposati, sia perché avete avuto la fortuna di godervi un po’ di vacanza la scorsa settimana, sia perché avete beneficiato di un’ora di sonno in più dovuta al passaggio all’orario invernale di questo fine settimana. Nei prossimi quindici giorni ci sarà molto da mettere alla prova i nervi del mercato, e anche i nostri. Quindi, allacciate le cinture di sicurezza e per favore non urlate: ci aspetta una settimana ricca di dati e probabilmente di montagne russe. Nel lunghissimo menù delle attrazioni, ci saranno diversi dati chiave sul PIL del terzo trimestre, alcuni importanti dati sull’inflazione, il rapporto sui posti di lavoro negli Stati Uniti per il mese di ottobre, una riunione della BoJ, l’indice ISM manifatturiero degli Stati Uniti, nonché i risultati degli utili di cinque dei magnifici 7 titoli e di molte altre mega-capitali. E questo è solo l’antipasto prima delle elezioni presidenziali statunitensi e della riunione della Federal Reserve della settimana successiva, rispettivamente martedì 5 e giovedì 7 novembre… Allora, siete pronti? Se non lo siete, oggi potete ancora fare un bel respiro (o un riposino) perché l’agenda giornaliera è vuota.

A LIVELLO GLOBALE

A livello globale, l’attenzione principale sarà sicuramente il rapporto sui posti di lavoro negli Stati Uniti di ottobre, venerdì. Tuttavia, anche i primi dati preliminari del PIL del terzo trimestre degli Stati Uniti, mercoledì, così come il deflatore PCE di settembre (l’indicatore dell’inflazione preferito dalla Fed) insieme al reddito e alla spesa personale, martedì, o l’indice ISM manifatturiero degli Stati Uniti, venerdì nel tardo pomeriggio, attireranno l’attenzione degli investitori, in quanto tutti questi dati influenzeranno e plasmeranno la prossima decisione e posizione della Fed sui tassi il7 novembre, dato che i funzionari della Fed stanno ora proclamando la loro dipendenza dai dati. In questo contesto, il consensus prevede un aumento delle buste paga di +120k in ottobre, in calo rispetto alle +254k di settembre (a causa delle recenti distorsioni dovute agli uragani), con un tasso di disoccupazione stabile al 4,1% e una crescita delle retribuzioni orarie del +0,3% (rispetto al +0,4% di settembre). Prima di questo rapporto sull’occupazione, domani e mercoledì saranno pubblicati i rapporti JOLTS e ADP. Per quanto riguarda la stampa preliminare del PIL del 3° trimestre di mercoledì, il consenso prevede che l’economia statunitense sia cresciuta del 3,0% in termini reali nello scorso trimestre (allo stesso ritmo del trimestre precedente). Anche i dettagli/contributi saranno importanti perché il diavolo potrebbe essere in essi.

I DATI MENSILI

Infine, giovedì è atteso un piccolo rialzo dei dati mensili del deflatore PCE headline e core: +0,3% a settembre per il core rispetto al +0,1% di agosto, che porterà a un modesto calo del tasso annuo di questo indicatore di inflazione al 2,6% dal 2,7% (rimanendo quindi al di sopra dell’obiettivo della Fed), mentre anche il reddito personale dei consumatori (+0,4% rispetto al +0,2% di agosto) e i consumi (+0,3% rispetto al +0,2%) dovrebbero essere entrambi in crescita. Tra gli altri dati macro statunitensi di rilievo si segnalano l’indice ISM manifatturiero di venerdì (consenso a 47,6, mentre il nostro modello prevede 51,1… contro 47,2 di settembre) e la fiducia dei consumatori del Conference Board statunitense di domani.

IN EUROPA

Per quanto riguarda l’Europa, mercoledì saranno rese note le stime preliminari di crescita del terzo trimestre delle principali economie dell’Eurozona (Germania, Francia, Italia e Spagna) e le letture flash dell’IPC di ottobre per la Germania lo stesso giorno e per la Francia, l’Italia e l’intera Area Euro il giorno successivo (giovedì). L’inflazione annuale complessiva dell’Eurozona è prevista in leggero rimbalzo verso l’1,9%, mentre l’inflazione di fondo potrebbe rallentare marginalmente al 2,6%. Venerdì è prevista anche l’inflazione di ottobre in Svizzera.

IN ASIA

In Asia, i punti salienti saranno la riunione di politica monetaria della BoJ giovedì e gli indici PMI ufficiali cinesi giovedì e il PMI manifatturiero Caixin venerdì. In Giappone, la riunione della BoJ potrebbe essere più complicata del solito, viste le elezioni della Camera bassa giapponese di ieri sera, in cui la coalizione di governo guidata dall’LDP ha perso la maggioranza per la prima volta dal 2009 e ha lasciato una situazione politica molto incerta, dato che il principale partito di opposizione – il CDP – è sceso ben al di sotto della maggioranza, mentre lo JPY sta scivolando ancora una volta. Un atteggiamento un po’ più falco – e perché no, un altro inaspettato rialzo dei tassi – da parte della BoJ potrebbe aiutare a stabilizzare la valuta giapponese, soprattutto se il deprezzamento sembra essere fuori controllo.

IN CONCLUSIONE

Per concludere con la pubblicazione dei risultati degli utili, questa settimana oltre il 40% della capitalizzazione di mercato dello S&P500 presenterà una relazione. Tutti gli occhi saranno ovviamente puntati sui grandi nomi del settore tecnologico come Alphabet (domani), Microsoft e Meta (mercoledì), Apple e Amazon (giovedì), che rappresentano complessivamente 12 miliardi di dollari di market cap, ovvero il 23% del solo S&P 500! Restando nel settore tecnologico, anche AMD (martedì), Samsung e Intel (giovedì) comunicheranno i loro risultati. Anche i pesi massimi dell’energia pubblicheranno i loro risultati, tra cui Exxon Mobil e Chevron venerdì, BP martedì e Shell, Total e ConocoPhilips giovedì. Tra i nomi chiave del settore sanitario figurano Pfizer, Eli Lilly e Novartis, mentre una potenziale lettura della domanda dei consumatori arriverà da McDonald’s, Mondelez, Starbucks, Adidas o VW. I comunicati relativi agli utili delle mega-capitali per il periodo Q3-2024 sono riportati sotto il calendario economico.

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