MERCATI – L’apertura della settimana finanziaria si muove su un doppio binario: da un lato l’euforia tecnologica, dall’altro l’incertezza geopolitica. Il Nikkei di Tokyo ha segnato un nuovo massimo storico, trainato dall’onda lunga dei record di Wall Street e dai solidi risultati trimestrali di giganti del tech e della robotica. Tuttavia, l’ottimismo dei listini asiatici è parzialmente frenato dal brusco stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha infatti annullato l’invio di delegati in Pakistan, citando una preoccupante mancanza di progressi diplomatici e mantenendo il blocco navale nello Stretto di Hormuz. Questa situazione di “stallo armato” spinge gli investitori alla cautela, nonostante la resilienza del comparto azionario globale.
Tensione petrolio e lo “Shock” di Washington: l’impatto sui portafogli
Il comparto energetico è sotto pressione, con il Brent che supera i 100 dollari e il WTI in rialzo di oltre un dollaro al barile. A pesare sul sentiment non è solo la crisi energetica, ma anche l’instabilità interna statunitense: i mercati stanno metabolizzando i recenti eventi di Washington, dove un tentativo di attentato a Trump durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca ha alzato i livelli di allerta sulla sicurezza nazionale. Mentre le banche centrali restano alla finestra per valutare l’impatto dell’inflazione energetica sulla crescita, il Dollaro mostra una leggera flessione rispetto allo Yen. In questo scenario, la volatilità resta la protagonista assoluta, costringendo i trader a bilanciare i guadagni record del settore semiconduttori con i rischi crescenti di un’escalation militare in Medio Oriente.

















