FOCUS – Vivere con la celiachia nella Confederazione rappresenta una sfida economica non indifferente, poiché essere celiaci in Svizzera comporta un costo della vita più elevato rispetto a chi segue una dieta con glutine, con una spesa supplementare stimata fino a 200 franchi svizzeri (CHF) in più al mese. Il modello svizzero non offre contributi diretti o buoni spesa. Questa disparità pesa enormemente sul budget familiare, specialmente dopo la soppressione dei contributi finanziari precedentemente destinati agli under 20. Sebbene i prodotti senza glutine siano capillarmente diffusi nelle grandi catene come Coop e Migros, il loro prezzo di mercato rimane significativamente superiore alle controparti standard, trasformando la dieta terapeutica in un onere finanziario costante.
L’impatto economico della celiachia tra carovita e assenza di sussidi statali
Il quadro normativo attuale prevede che la celiachia sia riconosciuta come malattia cronica, ma l’Assicurazione Malattia (LAMal) non copre generalmente il rimborso dei prodotti alimentari di base. Un’eccezione parziale è rappresentata dalle Prestazioni Complementari (PC) all’AVS/AI: solo chi già beneficia di questi aiuti può ottenere, previa valutazione medica e in casi specifici, una copertura per le spese dietetiche essenziali. Per la maggior parte dei cittadini, quindi, la gestione della patologia resta una responsabilità privata. Nonostante l’eccellente disponibilità di prodotti certificati e la facilità di reperimento nelle farmacie e nei supermercati agevolino la gestione quotidiana della dieta, l’assenza di un sostegno pubblico strutturato costringe i pazienti svizzeri a fronteggiare costi supplementari che possono incidere pesantemente sulla qualità della vita a lungo termine.


















