FOCUS – Nata nei primi anni ’90 ereditando il prezioso know-how sovietico, l’Agenzia Spaziale Statale Russa (Roscosmos) ha mantenuto un ruolo centrale nell’esplorazione orbitale. Il suo fiore all’occhiello rimane la capsula Sojuz, concepita negli anni ’60 e lanciata dallo storico cosmodromo di Baikonur. Considerata tra i vettori più affidabili della storia, ha garantito per decenni l’accesso umano allo spazio, come evidenziato dalle analisi storiche di SWI swissinfo.ch.
Geopolitica e trasporti internazionali sulla ISS
Nonostante le forti tensioni geopolitiche globali, la cooperazione scientifica non si è interrotta bruscamente. Gli accordi strategici tra la NASA e Roscosmos continuano ad assicurare voli regolari ed equipaggi misti verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Questo delicato equilibrio multilaterale permette la continuità delle operazioni scientifiche, un tema seguito con attenzione dalle istituzioni elvetiche, incluse le delegazioni della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione SEFRI.
ROS: la nuova stazione nazionale e il futuro
Guardando al futuro, Roscosmos sta pianificando la propria autonomia orbitale. Il progetto cardine è lo sviluppo della ROS (Russian Orbital Station), una nuova stazione spaziale nazionale che sostituirà la quota russa della ISS. Parallelamente, l’agenzia testa lanciatori di nuova generazione progettati per rimpiazzare i vettori storici nei prossimi anni. L’evoluzione di questi scenari geopolitici e industriali è costantemente monitorata dal Dipartimento federale degli affari esteri DFAE.

















