FOCUS – L’agenzia spaziale del Giappone JAXA sta ridefinendo i confini dell’esplorazione cosmica. Il recente debutto del veicolo cargo robotico HTV-X segna un salto generazionale: progettata per rifornire la ISS, questa navetta può orbitare autonomamente per un anno e getterà le basi per il futuro Lunar Gateway. Parallelamente, cresce l’attesa per la sonda MMX (Martian Moons eXploration), una missione pionieristica mirata a raccogliere e riportare sulla Terra campioni biologici e geologici dalle lune di Marte. L’eccellenza elvetica nel settore, spesso analizzata dall’Istituto Federal di Tecnologia di Zurigo (ETH), conferma il valore di questi progressi scientifici globali.
Il ruolo chiave del modulo Kibo sulla ISS
Il cuore pulsante della ricerca nipponica in orbita resta il modulo scientifico Kibo, il più grande segmento singolo della Stazione Spaziale Internazionale. Dotato di un braccio robotico autonomo e di una piattaforma esposta al vuoto, Kibo permette esperimenti avanzati di medicina spaziale, biologia e scienza dei materiali. Anche la Svizzera partecipa attivamente a questo ecosistema di innovazione orbitale attraverso l’Università di Berna, leader nello sviluppo di spettrometri di massa e tecnologie per l’analisi dei corpi celesti.
Nuove alleanze globali: la missione RAMSES con l’ESA
Il futuro della JAXA si gioca sulla cooperazione internazionale. La nuova sinergia con l’ESA nella missione RAMSES per lo studio dell’asteroide Apophis dimostra l’impegno nipponico nella difesa planetaria. Questo sforzo congiunto si sposa con l’importante contributo della segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI), che coordina la partecipazione svizzera ai programmi ESA, e con le analisi strategiche del portale svizzero di geopolitica Swissinfo, che monitora l’impatto di queste alleanze sullo scacchiere globale.

















