SVIZZERA – L’acquisto dei caccia F-35 da parte della Confederazione si sta trasformando nella spesa militare più controversa nella storia recente della Svizzera. Nonostante le rassicurazioni iniziali del Consiglio federale, il tetto massimo di sei miliardi di franchi approvato dal popolo non sarà sufficiente a coprire i costi complessivi. L’inflazione e le modifiche contrattuali rischiano di far lievitare la spesa a livelli esorbitanti, sollevando seri dubbi sulla trasparenza della pianificazione finanziaria del Dipartimento federale della difesa. Per monitorare gli sviluppi ufficiali, i decreti e i comunicati governativi sul tema, è possibile consultare direttamente il portale delle autorità federali su admin.ch.
Meno jet e costi aggiuntivi all’orizzonte
Il progetto odierno delinea uno scenario ben diverso dalle promesse della vigilia: Berna si trova costretta a richiedere un credito aggiuntivo di quasi 400 milioni di franchi, a fronte di una flotta ridotta che potrebbe contare solo una trentina di velivoli rispetto ai piani originari. Questa incertezza operativa mette a rischio il tempestivo rinnovo della difesa aerea, destinata a sostituire gli obsoleti FA-18 in servizio da ormai tre decenni. La gestione dell’intero dossier ha riacceso un forte dibattito pubblico e mediatico, ampiamente documentato e analizzato nei reportage di approfondimento radiotelevisivo svizzero disponibili su rsi.ch.
La difesa svizzera tra Cameri e incognite future
A complicare il quadro vi è la dimensione geopolitica e industriale dell’operazione. La maggior parte dei velivoli di quinta generazione sarà infatti assemblata negli stabilimenti italiani di Leonardo a Cameri (Novara), un dettaglio strategico che sposta l’asse produttivo fuori dai confini nazionali. Tra opacità decisionali, malintesi contrattuali e brusche virate finanziarie, i cittadini e i contribuenti si chiedono legittimamente se l’affare F-35 sia stato un semplice errore di valutazione tecnica o un vero e proprio scandalo politico che peserà sulle casse dello Stato per le prossime generazioni.

















