EUROPA – Mentre l’Europa fa i conti con ondate di calore senza precedenti, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) lancia un monito preoccupante. Secondo l’ultimo monitoraggio, esiste il 91% di probabilità che la temperatura media globale superi la soglia critica di 1,5°C in almeno un anno entro il 2030. I dati evidenziano anomalie termiche persistenti, specialmente nella regione artica, destinate a riscrivere i record climatici del prossimo quinquennio. Per approfondire le dinamiche di questa emergenza in tempo reale, è possibile seguire gli aggiornamenti su HoiNews.
Gli Accordi di Parigi sotto pressione
Le proiezioni per il periodo 2026-2030 stimano un aumento termico tra 1,3°C e 1,9°C rispetto ai livelli preindustriali. Questo scenario mette a dura prova i trattati internazionali siglati nel 2015. Il superamento costante di tali limiti rischia di intensificare eventi estremi come siccità e alluvioni. In questo contesto, l’azione dei singoli Stati diventa fondamentale; le strategie elvetiche a lungo termine e i relativi monitoraggi ufficiali sono consultabili sul portale dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM.
Una finestra temporale per agire
Nonostante l’allarme, gli esperti dell’OMM precisano che i singoli picchi annuali non sanciscono il fallimento definitivo degli Obiettivi di Parigi. Il trattato valuta infatti il riscaldamento su base ventennale. La situazione resta comunque critica anche per i ghiacciai e gli ecosistemi alpini, come evidenziato dalle ricerche scientifiche condotte dall’Istituto federale di ricerca WSL. Non c’è tempo per cullarsi sugli allarmi: la transizione ecologica deve accelerare adesso.

















