MONDO – Il calcio sudamericano trema dopo la clamorosa richiesta di arresto avanzata dal procuratore federale Pedro Simón nei confronti di Claudio “Chiqui” Tapia, presidente della Federazione calcistica argentina (AFA), e del tesoriere Pablo Toviggino. L’indagine, partita da Santiago del Estero, ipotizza i reati di associazione illecita aggravata e riciclaggio di denaro. Secondo l’accusa, i vertici federali avrebbero utilizzato fondi illeciti per l’acquisto di oltre 30 proprietà, tra cui terreni di lusso e veicoli, schermati dietro una fitta rete di società prestanome.
Calcio argentino: accuse di riciclaggio e associazione illecita per i vertici
La magistratura argentina sospetta che il sistema criminale fosse attivo dal 2025, alimentato da flussi finanziari sottratti alle casse del calcio nazionale. Il rischio di fuga e l’inquinamento delle prove hanno spinto la procura a richiedere non solo le misure cautelari, ma anche il sequestro immediato dei beni e perquisizioni a tappeto. Mentre la difesa dei dirigenti resta in silenzio, il giudice federale dovrà decidere a breve se convalidare i fermi, segnando un momento di crisi senza precedenti per l’AFA, proprio mentre l’opinione pubblica chiede massima trasparenza sulla gestione dei fondi sportivi.

















