EUROPA – La Commissione Europea ha adottato un ambizioso piano di riforme per modernizzare il quadro delle imposte dirette. L’obiettivo principale è introdurre un pacchetto di semplificazione fiscale capace di abbattere i costi amministrativi di circa 8 miliardi di euro all’anno. Questo intervento punta a ridurre drasticamente la burocrazia per le aziende che operano a livello transfrontaliero, un tema seguito con forte interesse anche dai partner extra-UE, come confermato dalle analisi della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI in Svizzera.
UE: meno burocrazia e stop alle doppie norme
Il cuore della proposta si snoda tra l’Omnibus fiscale e la rifusione della direttiva sulla cooperazione amministrativa (DAC). Tra le misure più rilevanti spicca l’esenzione dalla ritenuta alla fonte sui pagamenti transfrontalieri di dividendi e interessi, che da sola farà risparmiare 5,3 miliardi di euro. Si punta a eliminare le sovrapposizioni normative, per razionalizzare la conformità fiscale complessiva e cancellare i doppioni tra le regole sulle società estere controllate (CFC) e la Global Minimum Tax.
Più forza agli investimenti transfrontalieri
Semplificare l’accesso ai finanziamenti di terzi e rendere univoche le soglie anti-elusione permetterà di rafforzare la competitività del mercato unico. Un quadro normativo più fluido e trasparente agevola non solo le imprese europee, ma anche i flussi commerciali con i paesi vicini. Per comprendere l’evoluzione dei rapporti economici transfrontalieri, è possibile consultare i dati ufficiali dell’Amministrazione federale delle contribuzioni AFC svizzera.

















