EUROPA – La Commissione europea si prepara a varare a giugno il nuovo Piano Proteine. L’obiettivo principale è sviluppare una produzione interna di proteine vegetali per ridurre la dipendenza dall’estero, che oggi vede l’Europa importare il 94% della soia. Il commissario all’Agricoltura Christophe Hansen ha definito questa svolta un imperativo di resilienza geopolitica, rimettendo al centro colture tradizionali come fave, piselli e lenticchie.
Piano UE; sostegno diretto ai produttori locali
Il piano non vuole solo incrementare i volumi, ma strutturare una vera filiera leguminosa che garantisca redditività. Come sottolineato dall’eurodeputata Cristina Guarda, è fondamentale creare valore intorno alla figura dell’agricoltore, abbattendo i costi di produzione. L’approccio coinvolgerà l’intera catena, dalla trasformazione industriale fino al consumo finale, sia per l’alimentazione umana sia per la zootecnia.
Le sinergie e l’impatto in Svizzera
Sebbene non faccia parte dell’UE, questa transizione strategica tocca da vicino anche la Svizzera. Il mercato elvetico, storicamente attento alla sostenibilità, guarda con interesse ai nuovi standard di Bruxelles. Per approfondire le dinamiche d’importazione e i rapporti commerciali, è possibile consultare i dati ufficiali dell’Ufficio federale dell’agricoltura UFAG, mentre per un quadro scientifico sulle colture adatte al territorio svizzero si consigliano le ricerche di Agroscope.

















