Borse europee oggi: indici in rialzo e commodity toniche a fine seduta

LUGANO - Le borse europee chiudono in positivo la settimana, sostenute da trimestrali migliori delle attese e dal clima più disteso sui mercati globali....

Mercati oggi, Asia in rialzo ed Europa parte forte mentre Hormuz resta un’incognita

LUGANO - I mercati puntano a nuovi record. I mercati asiatici chiudono in rialzo con Shanghai Composite a 3.940,037 (+1,02%) (09:50), Shanghai A a...
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venerdì 7 Agosto 2026
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Borse europee oggi: indici in rialzo e commodity toniche a fine seduta

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Europa in rialzo mentre Trump punta a coordinarsi con Warsh (Fed), cresce l’attesa sullo Stretto di Hormuz

MILANO - L’Europa resta positiva con Euro STOXX a 6.511,03 (+0,53%) (15:08), CAC 40 a 8.729,16 (+0,69%) (15:08) e DAX stabile a 26.126,60 (15:07)....

Iran e Oman avanzano sull’intesa per Hormuz mentre Trump attacca Hegseth sui missili

WASHINGTON D.C. -  L’Iran avanza sull’intesa tecnica con l’Oman per i nuovi corridoi di navigazione nello Stretto di Hormuz, ma la firma politica non...

Borse oggi: Asia divisa tra rally cinese e crollo del Kospi

SEOUL - Le borse oggi mostrano un quadro asiatico frammentato: l’Australia apre in verde con l’ASX 200 a +0,47% (08:56), mentre il Nikkei scivola...

Borse oggi: oro in rally, Asia in forte espansione e commodity in movimento

LUGANO - Le borse oggi mostrano un quadro macro solido, con l’oro che guida i flussi globali: Gold Spot U.S. 4.164,23 (+2,11%) (09:33) e...
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Inflazione e FED: il principale rischio macro per il 2026

MALTA Inflazione e FED: il principale rischio macro per il 2026. A cura di Gamma Capital Markets. L’inflazione rappresenta uno dei principali fattori di rischio da monitorare nel 2026. Un’eventuale riaccelerazione delle pressioni inflazionistiche costringerebbe la Federal Reserve a rivedere il proprio orientamento, con la necessità di irrigidire nuovamente le condizioni monetarie attraverso ulteriori rialzi dei tassi e, se necessario, una riattivazione del Quantitative Tightening (QT). In un contesto già caratterizzato da condizioni finanziarie meno accomodanti rispetto al passato, il margine di tolleranza della banca centrale risulta oggi più limitato. Il punto critico risiede infatti nel contesto di partenza. L’economia statunitense non si trova più nella fase post-pandemica caratterizzata da tassi prossimi allo zero e abbondante liquidità. La Federal Reserve ha appena concluso un ciclo restrittivo significativo e si trova ancora in una fase di normalizzazione graduale della politica monetaria. In tale scenario, una nuova fiammata inflazionistica (con l’inflazione attualmente intorno al 2,7% e tassi di riferimento già nell’area del 3,5%) ridurrebbe ulteriormente la flessibilità della banca centrale, aumentando il rischio di interventi più incisivi e potenzialmente pro-ciclici.

Inflazione e FED: il principale rischio macro per il 2026

In uno scenario di questo tipo, i Fed Funds potrebbero essere spinti verso livelli significativamente più elevati, potenzialmente nell’ordine del 6–7%, o persino superiori in ipotesi più estreme. Le implicazioni per i mercati finanziari sarebbero rilevanti: una marcata compressione dei multipli azionari, un aumento della volatilità e una maggiore selettività nella performance degli asset rischiosi. In un simile contesto, il quadro di investimento diventerebbe strutturalmente più complesso, richiedendo un approccio maggiormente orientato alla gestione del rischio, alla liquidità e alla selezione degli strumenti.

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