Powell sotto indagine, dollaro instabile: UBS alza l’outlook sull’euro

LUGANO - UBS prevede EUR/USD verso 1,20: dollaro sotto pressione tra indagine e dati deboli. UBS segnala una fase di volatilitĆ  per il dollaro...
7.3 C
Lugano
venerdƬ 16 Gennaio 2026
APP

Powell sotto indagine, dollaro instabile: UBS alza l’outlook sull’euro

LUGANO - UBS prevede EUR/USD verso 1,20: dollaro sotto pressione tra indagine e dati deboli. UBS segnala una fase di volatilitĆ  per il dollaro...

Il gesto inatteso di Maria Corina Machado alla Casa Bianca

WASHINGTON D.C. - Maria Corina Machado ha regalato la sua medaglia del Nobel per la Pace a Donald Trump durante un incontro a Washington,...

Gli investitori tornano a Londra: immobili più forti, valuta più debole

LONDRA, U.K. - Ottimismo in crescita nel mercato immobiliare britannico mentre la sterlina prosegue la sua correzione. Il sentiment del mercato immobiliare nel Regno...

Prestiti agli amici del regime affondano Ayandeh Bank: evacuazioni USA‑UK in Qatar

LUGANO - Ayandeh Bank crolla sotto i prestiti agli ā€œamiciā€, mentre sale la tensione Iran‑USA. Il collasso della Ayandeh Bank, confermato dalle autoritĆ  iraniane,...

Microsoft e Meta vanno a scuola da Wikipedia per addestrare l’AI

LUGANO - Wikipedia sigla accordi con Microsoft e Meta per la formazione dei contenuti AI. La Wikimedia Foundation, proprietaria di Wikipedia, ha annunciato nuove...

Inflazione e FED: il principale rischio macro per il 2026

MALTA – Inflazione e FED: il principale rischio macro per il 2026. A cura di Gamma Capital Markets. L’inflazione rappresenta uno dei principali fattori di rischio da monitorare nel 2026. Un’eventuale riaccelerazione delle pressioni inflazionistiche costringerebbe la Federal Reserve a rivedere il proprio orientamento, con la necessitĆ  di irrigidire nuovamente le condizioni monetarie attraverso ulteriori rialzi dei tassi e, se necessario, una riattivazione del Quantitative Tightening (QT). In un contesto giĆ  caratterizzato da condizioni finanziarie meno accomodanti rispetto al passato, il margine di tolleranza della banca centrale risulta oggi più limitato. Il punto critico risiede infatti nel contesto di partenza. L’economia statunitense non si trova più nella fase post-pandemica caratterizzata da tassi prossimi allo zero e abbondante liquiditĆ . La Federal Reserve ha appena concluso un ciclo restrittivo significativo e si trova ancora in una fase di normalizzazione graduale della politica monetaria. In tale scenario, una nuova fiammata inflazionistica (con l’inflazione attualmente intorno al 2,7% e tassi di riferimento giĆ  nell’area del 3,5%) ridurrebbe ulteriormente la flessibilitĆ  della banca centrale, aumentando il rischio di interventi più incisivi e potenzialmente pro-ciclici.

Inflazione e FED: il principale rischio macro per il 2026

In uno scenario di questo tipo, i Fed Funds potrebbero essere spinti verso livelli significativamente più elevati, potenzialmente nell’ordine del 6–7%, o persino superiori in ipotesi più estreme. Le implicazioni per i mercati finanziari sarebbero rilevanti: una marcata compressione dei multipli azionari, un aumento della volatilitĆ  e una maggiore selettivitĆ  nella performance degli asset rischiosi. In un simile contesto, il quadro di investimento diventerebbe strutturalmente più complesso, richiedendo un approccio maggiormente orientato alla gestione del rischio, alla liquiditĆ  e alla selezione degli strumenti.

FacebookTwitterWhatsAppTelegramLinkedInEmail

Ultimi articoli