FOCUS – Il boom dell’intelligenza artificiale sta spingendo colossi tech a una corsa infrastrutturale senza precedenti, sollevando però forti allarmi ambientali. Il consiglio comunale di Seattle è chiamato a votare una moratoria di un anno sulla realizzazione di cinque macro data center. L’iniziativa, sostenuta da cittadini e dipendenti tech, mira a frenare un progetto da ben 369 megawatt, un consumo dieci volte superiore al fabbisogno delle trenta strutture già attive in città .
Impatto energetico e risorse idriche sotto accusa
La preoccupazione principale riguarda l’insostenibile aumento della domanda di elettricità e acqua, quest’ultima fondamentale per il raffreddamento dei server. I dipendenti dei big tech denunciano come gli obiettivi climatici aziendali siano stati sacrificati per espandere la capacità di calcolo. Questo dibattito globale tocca da vicino anche l’Europa: l’efficienza dei sistemi è monitorata con attenzione da istituzioni come l’Ufficio federale dell’energia UFE in Svizzera.
Verso regole più severe per la sostenibilità tech
I promotori del blocco chiedono requisiti stringenti prima di concedere nuove autorizzazioni: trasparenza sui consumi e l’obbligo di sfruttare energie rinnovabili. Per approfondimenti sui trend tecnologici globali, il portale HoiNews offre analisi dettagliate, mentre le dinamiche della transizione ecologica digitale sono costantemente analizzate dal Politecnico federale di Zurigo ETH. Il voto di Seattle potrebbe segnare un precedente storico.

















