IMPRESA – L’escalation della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti ha raggiunto un nuovo picco, con Pechino che ha annunciato un aumento dei controdazi sulle merci americane, portandoli dall’84% al 125%. Questa mossa drastica è stata giustificata dalla Commissione dei dazi doganali del governo cinese come una risposta alle “tariffe anormalmente elevate” imposte dagli Stati Uniti, che “violano gravemente le norme economiche e commerciali internazionali“. Secondo il comunicato del Ministero delle Finanze cinese, l’aumento dei dazi è una misura necessaria per proteggere il mercato interno, poiché “a questo livello di tariffe, i prodotti americani esportati in Cina non hanno più alcuna possibilità di essere accettati“. Pechino ha inoltre accusato gli Stati Uniti di “intimidazione e coercizione unilaterali“, sottolineando che le tariffe imposte da Washington non solo danneggiano l’economia cinese, ma minacciano anche la stabilità del commercio globale.
Le aziende cinesi
Nonostante le tensioni, le borse europee hanno reagito positivamente all’avvio delle contrattazioni, mentre il dollaro ha continuato a indebolirsi. La Presidenza dell’Unione Europea ha accolto con favore la tregua di 90 giorni concordata tra le due potenze, sottolineando l’importanza di utilizzare questo periodo per trovare una soluzione duratura alla disputa commerciale. Il presidente cinese Xi Jinping ha lanciato un messaggio all’Unione Europea, invitandola a “reagire uniti alle prepotenze“. Xi ha inoltre ribadito che “nessun vincitore emerge da una guerra dei dazi”, sottolineando i rischi di un’ulteriore escalation del conflitto. L’aumento dei controdazi cinesi rappresenta un’ulteriore sfida per le aziende americane che esportano in Cina, con potenziali ripercussioni sui prezzi al consumo e sulla competitività. Allo stesso tempo, la mossa di Pechino potrebbe intensificare le pressioni sugli Stati Uniti per trovare un accordo commerciale. La tregua di 90 giorni offre un’opportunità per negoziare e trovare una soluzione, ma le divergenze tra le due potenze rimangono significative. Il futuro della guerra commerciale dipenderà dalla capacità di entrambe le parti di trovare un terreno comune e di evitare un’ulteriore escalation che potrebbe avere conseguenze negative per l’economia globale.

















