EUROPA – Brutte notizie in arrivo per i consumatori europei. Nell’ultima conferenza stampa del consiglio direttivo, la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha confermato la scelta di lasciare i tassi d’interesse invariati, tracciando però un quadro economico preoccupante per il prossimo futuro. A gravare sul potere d’acquisto delle famiglie non è solo l’andamento dei mercati finanziari, ma una combinazione di fattori che rischia di far impennare il caro-spesa oltre ogni previsione già nei prossimi mesi.
L’impatto del clima e della guerra sui prezzi
A spingere verso l’alto i costi dei prodotti primari sono due elementi critici: gli eventi meteorologici estremi e l’instabilità geopolitica. Le recenti ondate di calore e la morsa del conflitto in Iran stanno mettendo sotto pressione le filiere produttive e i mercati energetici. Come sottolineato nelle analisi del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), l’aumento dei costi energetici e le difficoltà nel reperire materie prime si riflettono inevitabilmente sui costi finali, alimentando una temuta inflazione dei generi alimentari a lungo termine.
Cosa aspettarsi al supermercato fino al 2027
Per le imprese diventa sempre più oneroso produrre, e i listini di vendita al dettaglio sono destinati a salire. Gli effetti delle tensioni internazionali sui prezzi dell’energia rischiano di mantenere la spesa per cibo, beni e servizi ben al di sopra degli obiettivi prefissati fino alla prima metà del 2027. Per monitorare l’evoluzione di queste dinamiche e comprendere il loro impatto sui mercati globali, è possibile consultare i dati forniti dall’Ufficio federale di statistica (UST). Di fronte a uno scontrino sempre più pesante, le famiglie saranno costrette a tagliare altri consumi, rallentando la ripresa economica generale.
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