SVIZZERA – Oggi pomeriggio, presso l’Aula Paolo VI in Vaticano, si è svolta la solenne cerimonia di giuramento di 28 nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia alla presenza di Papa Leone XIV. Tra i giovani pronti a difendere il Pontefice spiccano i nomi di Davide Iannalfo e Mattia Canonica, rappresentanti di un Ticino sempre più protagonista all’interno del corpo militare più antico del mondo. Con ben 13 guardie attive, il Canton Ticino si conferma infatti come il secondo cantone svizzero per numero di effettivi, superato solo dal Vallese. Iannalfo, cresciuto nel Vaud ma profondamente legato alle sue radici bleniesi, ha sottolineato l’importanza del servizio inteso come missione spirituale: «Senza fede, siamo semplici agenti di sicurezza. Con la fede, il nostro compito si trasforma nella protezione del Vicario di Cristo».
L’impegno del Ticino e la tradizione del 6 maggio nel cuore della cristianità
L’evento, che commemora l’eroico sacrificio delle guardie durante il Sacco di Roma del 1527, ha visto la partecipazione di un’importante delegazione elvetica guidata dal presidente Guy Parmelin. Anche Mattia Canonica, originario di Bellinzona, ha descritto l’esperienza romana come un “privilegio” che richiede sacrificio quotidiano e dedizione assoluta. Il ruolo delle Guardie Svizzere, fondate nel 1506 da Giulio II, va oltre la semplice rappresentanza: esse garantiscono la sicurezza del Palazzo Apostolico e l’incolumità del Papa. La presenza di 13 ticinesi su un corpo di poco più di cento uomini evidenzia il forte legame tra la Svizzera italiana e la Santa Sede, rinnovando una tradizione di fedeltà e coraggio che si tramanda da secoli tra le mura della Città del Vaticano.

















