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Approvvigionamento in Svizzera: il 70% della benzina arriva dall’UE

SVIZZERA – La Svizzera adotta un modello di approvvigionamento energetico basato su un mix strategico tra acquisti esteri e produzione interna. Circa il 70% della benzina viene importato come prodotto finito direttamente dall’Unione Europea, la quale attinge a mercati globali come USA, Norvegia e Medio Oriente. Il restante 30% del fabbisogno è invece garantito dalla raffineria di Cressier, nel Canton Neuchâtel. In questo impianto viene lavorato il greggio proveniente principalmente da Stati Uniti, Nigeria e Kazakistan, garantendo al Paese una quota di autonomia trasformativa fondamentale per la stabilità del mercato interno dei carburanti.

Come funziona la filiera dei carburanti tra importazioni dirette e raffinazione locale in Svizzera

La logistica del petrolio svizzero si affida a rotte consolidate: il greggio giunge spesso al porto di Fos-sur-Mer, in Francia, per poi risalire verso il territorio elvetico tramite oleodotto. È interessante notare come la gestione dei flussi sia affidata interamente ad aziende private, che selezionano i fornitori secondo logiche economiche e di efficienza, senza l’intervento diretto del Governo. Questo sistema garantisce flessibilità e sicurezza, permettendo alla Svizzera di mantenere standard elevati nonostante la totale assenza di giacimenti autoctoni nel proprio sottosuolo.

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