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La nuova guerra alla droga: alta tensione tra USA e Venezuela

USA – Le relazioni tra Stati Uniti e Venezuela hanno raggiunto un punto critico, con l’amministrazione Trump che sembra pronta a lanciare attacchi mirati contro obiettivi militari venezuelani, presentati come punti di contatto cruciali nel narcotraffico gestito, secondo Washington, dal regime di Nicolàs Maduro. Nonostante il presidente americano abbia smentito l’imminenza di un’azione militare diretta, fonti anonime citate da media influenti parlano di raid aerei contro porti e basi, considerati operativi per il Cartello dei Soles. La presenza di otto navi da guerra statunitensi nell’area caraibica aumenta la percezione di un’escalation, già segnata da precedenti attacchi contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga. L’ONU ha definito “inaccettabili” i raid USA nei Caraibi, evidenziando il rischio di un conflitto aperto.

La risposta di Caracas: Maduro chiede supporto a Russia, Cina e Iran

Mentre a Washington le smentite di Trump si scontrano con le fughe di notizie sui piani del Pentagono, la tensione cresce a Caracas. Il presidente Maduro non ha perso tempo e, temendo un’aggressione imminente, ha intensificato i contatti con gli alleati strategici. In una mossa emblematica, ha scritto a Vladimir Putin chiedendo non solo l’aggiornamento dei radar difensivi e la riparazione di aerei militari, ma anche la fornitura potenziale di missili, cercando così di rafforzare le difese del Paese contro una possibile operazione militare esterna. Richieste di cooperazione militare sarebbero state rivolte anche a Pechino e Teheran. La posta in gioco va oltre il narcotraffico: il Venezuela detiene infatti le maggiori riserve petrolifere certificate al mondo, rendendo l’intera crisi un intricato intreccio di geopolitica, economia e lotta al crimine organizzato.

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