L’arte di Giorgio Griffa e Riccardo Guarneri alla Galleria Kromya di Lugano

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LUGANO – L’arte di Giorgio Griffa e Riccardo Guarneri alla Galleria Kromya di Lugano.

L’ARTE DI GIORGIO GRIFFA E RICCARDO GUARNERI ALLA GALLERIA KROMYA

Doppia esposizione personale dedicata agli artisti Giorgio Griffa e Riccardo Guarneri, esponenti di spicco di una corrente artistica, la Pittura Analitica, alla quale la Galleria ha sempre riservato grande attenzione. Trattasi di una ricerca pittorica di grande attualità che, negli ultimi cinquant’anni, ha saputo cambiare, rimanendo tuttavia fedele a se stessa. Le opere sono molto analitiche, puntuali, precise, non ci sono interpretazioni: quello che si vede, è quello che è. Il percorso espositivo comprende una quarantina di opere realizzate dagli anni Sessanta ad oggi. Giorgio Griffa e Riccardo Guarneri, invitati da Christine Macel, hanno partecipato alla 57ª Esposizione Internazionale d’Arte, la Biennale di Venezia, con una sala a loro dedicata. Griffa e Guarneri, seppur in maniera diversa, hanno fatto parte di quella che la storia dell’arte ha definito solo negli anni recenti come Pittura Analitica, e che a lungo è stata indicata come Pittura Pittura, Nuova Pittura o Pura Pittura.

LA MOSTRA

La Pittura Analitica si oppone all’ideologia del decennio precedente, ponendo al centro non più il sistema che sta intorno all’opera d’arte, bensì l’opera d’arte stessa, generando un radicale nuovo punto di vista. Il clima è di profonda irrequietezza e di radicato individualismo, dove non esistono gerarchie, né un critico guru. Le verità del decennio precedente vengono messe da parte: l’incertezza del risultato, il dubbio permanente e la devianza da un percorso lineare rimangono alcuni fattori salienti di un’esperienza che si oppone a qualsiasi aspetto dottrinario. Alla teoria si affianca la prassi. L’opera diventa una sorta di diario di bordo, una descrizione in divenire del proprio operare che perde la sua aura per diventare, appunto, prassi.

LA CREATIVITÀ

Tutto ciò ha reso la Pittura Analitica molto peculiare, tanto da poterla definire un movimento o non movimento. D’altra parte, facendo proprie le teorie di Nietzsche e Heidegger, sono proprio gli anni Settanta a erodere la concezione unitaria della storia. Aprendo così le porte a una nuova epoca, in anticipo rispetto ad alcuni principi propri del Postmoderno e della Transavanguardia. Griffa e Guarneri, insieme ai loro compagni di viaggio, seppure ognuno in maniera diversa, hanno indicato una nuova strada: trattasi di arte e artisti liberati dalla retorica informale, dall’accademismo astratto e, soprattutto, dal dogma minimalista. È questa la rivoluzione silenziosa degli anni Settanta, dove la pittura è intesa come mezzo, e non più come fine, per riappropriarsi di un linguaggio e di una rinnovata creatività.