SVIZZERA – La primavera 2026 si chiude lasciando un segno indelebile negli annali climatologici della Confederazione. Spinta da un potente anticiclone che ha investito l’Europa, la stagione ha registrato temperature straordinarie. Maggio si è rivelato il settimo più caldo dal 1864, con il Sud delle Alpi particolarmente colpito: a Biasca il termometro ha sfiorato il primato nazionale toccando i 34,8 gradi. I dati ufficiali pubblicati dall’Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera confermano l’eccezionalità di questo trimestre.
Caldo in Svizzera: anomalie termiche e trend globale
SVIZZERA – I mesi di marzo, aprile e maggio hanno mostrato una media nazionale di 6,5 gradi, segnando uno scarto di ben 1,6 gradi rispetto alla norma degli ultimi decenni. Questo picco non è un caso isolato, ma si inserisce in un surriscaldamento progressivo: oggi la primavera svizzera è più calda di 2,9 gradi rispetto all’era preindustriale. Come evidenziato nelle ricerche sul cambiamento climatico dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL, le dieci primavere più fredde registrate nel Paese risalgono ormai a prima del 1970.
Le proiezioni per i prossimi mesi
Il riscaldamento continuo della regione alpina solleva forti preoccupazioni per il futuro immediato. Le tendenze meteo indicano che l’imminente stagione estiva seguirà la scia primaverile, con proiezioni termiche ampiamente superiori alle medie storiche. La scarsità di precipitazioni e le ondate di calore precoci mettono sotto pressione i ghiacciai e le riserve idriche, delineando uno scenario in cui l’anomalia rischia di trasformarsi rapidamente nella nuova e preoccupante normalità climatica.

















