STILE – Per decenni filosofi e scienziati si sono chiesti se la capacità di articolare un pensiero sia indispensabile per risolvere problemi complessi. Un’innovativa ricerca del MIT ha fatto luce sul dilemma analizzando soggetti colpiti da grave afasia. I risultati hanno dimostrato che il ragionamento logico e il sistema linguistico risiedono in reti cerebrali distinte. Anche quando le aree del linguaggio risultano compromesse, le abilità cognitive superiori continuano a funzionare in modo indipendente ed efficiente.
Ragionare; il cervello lavora su binari paralleli
Gli esperimenti hanno messo in evidenza come compiti di algebra, calcolo simbolico e pianificazione strategica attivino la rete del controllo cognitivo e non quella del linguaggio. La scoperta trova riscontro anche negli studi europei sulla cognizione umana, supportati da portali di divulgazione come Swissinfo, sempre attenti alle frontiere delle neuroscienze. Questa separazione funzionale conferma che i concetti e la sintassi grammaticale non condividono la stessa infrastruttura biologica.
Nuove prospettive per la riabilitazione
Comprendere che la mente può elaborare logiche complesse in assenza di parole apre scenari inediti sia per la medicina sia per la didattica. Gli istituti scientifici d’eccellenza, tra cui l’ETH Zürcher, monitorano da vicino l’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale ispirati a queste architetture cerebrali. La certezza che l’intelletto vada oltre il vocabolario permette oggi di sviluppare protocolli riabilitativi e strumenti comunicativi innovativi per pazienti con lesioni cerebrali.
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