SVIZZERA – Nel 2025, l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) della Svizzera si è attestato a 3,8 miliardi di franchi, raggiungendo lo 0,46% del reddito nazionale lordo (RNL). Nonostante una flessione rispetto allo 0,49% dell’anno precedente, dovuta principalmente alla riduzione dei costi legati all’asilo (scesi sotto il miliardo di franchi) e a tagli di bilancio per 110 milioni, il Paese elvetico conferma il suo impegno umanitario. Il Consiglio Federale ha saputo bilanciare i risparmi con interventi mirati, come i 50 milioni di franchi stanziati per la crisi in Sudan, mantenendo la cooperazione internazionale come pilastro della politica estera e di sicurezza preventiva.
Analisi del calo degli aiuti pubblici allo sviluppo e del nuovo posizionamento internazionale di Berna
In un contesto globale segnato da un calo senza precedenti degli aiuti internazionali (-23% in termini reali), la Svizzera scala la classifica dei donatori, posizionandosi al 7° posto mondiale. Mentre giganti come Stati Uniti e Germania hanno ridotto i propri contributi, Berna resta un punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile e la pace. La gestione degli aiuti, coordinata da DSC, SECO e DPDU, dimostra come l’efficienza nella spesa pubblica possa convivere con la solidarietà, garantendo protezione dei diritti umani e stabilità democratica nonostante le contrazioni economiche globali che hanno colpito 26 dei 33 membri del CAS.

















