ECONOMIA – Il blocco dei paesi BRICS+ (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) sta accelerando la propria strategia economica per ridefinire l’architettura finanziaria internazionale. La spinta verso la dedollarizzazione si concretizza nell’adozione integrata di valute digitali delle banche centrali (CBDC) e reti di regolamento interbancario alternative al sistema SWIFT. In prima linea c’è la Cina con il progetto del yuan digitale, seguita dalle sperimentazioni di Russia e India. Questa evoluzione mira a ridurre l’esposizione alle sanzioni e ai costi di transazione, ponendo le basi per un sistema multipolare basato sulla sovranità monetaria e tecnologica.
L’avanzata delle CBDC e il ruolo centrale della Cina
Al centro di questo riassetto c’è lo sviluppo di strumenti avanzati per il commercio transfrontaliero. L’integrazione delle monete digitali nei flussi commerciali consente ai membri BRICS di regolare le transazioni bilaterali in valuta locale con immediatezza. Progetti multilaterali legati alle CBDC e monitorati dalla Banca dei Regolamenti Internazionali evidenziano come la tecnologia Distributed Ledger (DLT) consenta di superare le intermediazioni tradizionali. L’infrastruttura digitale cinese guida questo cambiamento, offrendo un modello alternativo per le economie emergenti dell’emisfero sud.
Impatti sul dollaro e la risposta istituzionale neutrale
La supremazia del dollaro statunitense affronta così una competizione senza precedenti. Sebbene il biglietto verde rimanga dominante nelle riserve globali, la crescita dei pagamenti digitali extra-Occidente frammenta i flussi finanziari globali. Le istituzioni finanziarie internazionali analizzano con attenzione questa trasformazione; la Banca Nazionale Svizzera sottolinea nei suoi studi la necessità di monitorare l’impatto delle CBDC ingrosso e dei sistemi di pagamento transfrontalieri sulla stabilità e sull’efficienza dei mercati globali. La competizione monetaria del futuro si giocherà sulla resilienza delle infrastrutture digitali sovereign.
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