SVIZZERA – Si è conclusa a Ginevra la quinta edizione dell’IC Forum, consolidando il ruolo della Svizzera come hub nevralgico per la cooperazione internazionale. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 1500 delegati provenienti da 120 nazioni, creando uno spazio di confronto ibrido tra esperti e figure chiave come Ignazio Cassis e Mirjana Spoljaric. Il cuore del dibattito è stato l’adattamento del sistema umanitario alle attuali turbolenze geopolitiche: i leader mondiali hanno esplorato nuovi modelli operativi per garantire che l’assistenza si traduca in benefici tangibili per le popolazioni vulnerabili, ripensando profondamente le dinamiche d’intervento delle grandi organizzazioni globali.
International Cooperation Forum, all’ordine del giorno le sfide e il futuro dell’aiuto umanitario
L’impegno elvetico per il diritto internazionale umanitario è emerso come il filo conduttore delle sessioni, riaffermando l’importanza strategica della “Ginevra internazionale” nelle sfide del futuro. Un momento centrale della manifestazione è stata la consegna dell’IC Award, con cui il consigliere federale Cassis ha premiato startup e piccole imprese distintesi per soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Grazie alla sinergia tra DSC, DPDU e SECO, il forum non si è limitato all’analisi teorica, ma ha tracciato una visione pragmatica per una cooperazione più resiliente, dove l’innovazione diventa lo strumento primario per rispondere con efficacia alle crisi globali.

















