SVIZZERA – Sempre più persone in Svizzera riescono a sconfiggere il cancro, ma il ritorno alla normalità nasconde un ostacolo inatteso. Al momento di stipulare un’assicurazione privata, come quella per la perdita di guadagno, il passato clinico riaffiora nei questionari sanitari. Una sola casella spuntata può trasformarsi in rifiuti, premi esorbitanti o esclusioni totali, privando i lavoratori – soprattutto indipendenti – di una fondamentale sicurezza economica.
Cos’è il “diritto all’oblio” e perché serve
Per abbattere questa discriminazione finanziaria nasce il concetto di diritto all’oblio. L’obiettivo è semplice: garantire che, dopo un determinato numero di anni senza recidive, la pregressa diagnosi oncologica non possa più essere utilizzata dagli assicuratori per valutare il rischio. Mentre diversi Paesi europei hanno già adottato tutele simili per gli ex pazienti, il mercato assicurativo svizzero non prevede ancora alcuna protezione di questo tipo.
La svolta politica in Parlamento
La situazione potrebbe presto cambiare grazie a una mozione attualmente all’esame del Parlamento svizzero. Il testo propone di limitare a cinque anni il periodo in cui è obbligatorio dichiarare le malattie pregresse per le assicurazioni individuali d’indennità giornaliera. Un passo cruciale sostenuto da organizzazioni come la Lega svizzera contro il cancro e monitorato da vicino dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), per ridare dignità e stabilità economica a migliaia di cittadini.

















