LUGANO – Abbiamo intervistato il sommelier Angelo Sabbadin, che ci ha guidati alla scoperta delle caratteristiche del Chianti Classico Riserva, delle differenze tra le annate 2020, 2021, 2022 e 2023 e delle etichette che più lo hanno colpito. Tra Firenze e Siena esiste una terra che non è soltanto un luogo geografico, ma un simbolo assoluto dell’enologia italiana: il Chianti Classico. Anche quest’anno alla Leopolda è stato protagonista il Gallo Nero, con una degustazione dedicata alle Riserve che ha acceso l’attenzione di appassionati, operatori e sommelier.
Il Chianti Classico è una terra viva
Angelo Sabbadin, cosa rappresenta oggi il Chianti Classico nel panorama del vino italiano? “Il Chianti Classico è uno dei territori più identitari al mondo. Non è solo vino: è paesaggio, cultura, geologia e tradizione. Qui il Sangiovese trova una delle sue espressioni più nobili grazie a condizioni climatiche e territoriali uniche. Le altitudini, le forti escursioni termiche, i suoli ricchi di galestro e alberese permettono di ottenere vini di grande personalità.”
Quanto conta il territorio nella definizione dello stile? “Conta tutto. Il vero segreto del Gallo Nero è lo ‘scheletro’ del terreno, cioè quella presenza continua di pietre e ciottoli che costringe le radici ad andare in profondità. Questo dona mineralità, tensione e complessità ai vini. È una viticoltura che nasce dalla fatica e dalla precisione.”
La Riserva: equilibrio tra eleganza e struttura
Perché la tipologia Riserva è così amata dagli appassionati? “La Riserva rappresenta probabilmente il punto di equilibrio perfetto del Chianti Classico. Mantiene la freschezza dell’Annata ma aggiunge struttura, profondità ed evoluzione. Parliamo di vini che devono rispettare regole severe: almeno l’80% di Sangiovese, gradazione minima più elevata e un affinamento più importante.”
Quanto incide il lavoro in cantina? “Moltissimo. Le aziende scelgono le parcelle migliori e lavorano sulle macerazioni per ottenere tannini più raffinati. Anche il legno è fondamentale: molti produttori stanno tornando alla botte grande per preservare il carattere verticale del Sangiovese, mentre altri usano barrique o tonneaux per dare maggiore speziatura e morbidezza.”
Annata 2023: l’anno del produttore
Come giudica il Chianti Classico Riserva 2023? “È stata un’annata complessa. Le piogge primaverili hanno richiesto grande capacità agronomica. Io la definisco ‘l’annata del manico’, cioè del talento del produttore. I vini sono più sottili e floreali rispetto alla 2022, ma molto eleganti.”
Quali etichette l’hanno colpita di più? “Riecine ha mostrato grande equilibrio con note balsamiche e speziate molto fini. Molto bene anche Tenuta Casenuove, intensa e profonda, e Castello di Volpaia, che continua a distinguersi per eleganza e tipicità. Ottimo anche il Castello di Brolio di Ricasoli.”
2022: sole, potenza e maturità
La 2022 invece che caratteristiche ha espresso? “È stata un’annata calda e siccitosa. Le Riserve mostrano frutto maturo, corpo importante e tannini dolci. Sono vini più larghi e generosi al palato.”
I vini simbolo? “Savignola Paolina mi ha impressionato per profondità e complessità. Molto bella anche Casa di Monte Le Capitozze, potente ma equilibrata. Castello di Verrazzano ha confermato grande eleganza e precisione.”
2021: una delle migliori annate degli ultimi anni”
Molti parlano della 2021 come di un’annata eccezionale. È d’accordo? “Assolutamente sì. La 2021 è un’annata classica nel senso più nobile del termine. Escursioni termiche perfette, vini freschi, verticali, con tannini setosi e un enorme potenziale evolutivo.”
Quali Riserve consiglia? “Cortedomina A. Mici è davvero notevole per struttura e finezza. Molto interessante anche Castello Monterinaldi, che unisce densità e freschezza, mentre Villa di Geggiano mostra una bellissima eleganza tannica.”
2020: equilibrio e raffinatezza
E la 2020? “La considero una piccola gemma. Un’annata armonica, raffinata, molto equilibrata tra la potenza della 2019 e l’energia della 2021.”
Il vino che l’ha convinta maggiormente? “Castell’in Villa. Un Chianti Classico Riserva di grande finezza, con tannino nobile e una bevuta davvero impeccabile.”
“Il Chianti Classico continua a evolversi”
Che direzione sta prendendo il Chianti Classico? “Sta tornando sempre di più alla valorizzazione del territorio e del Sangiovese. Meno eccessi, meno sovrastrutture, più identità. Ed è proprio questo che oggi il consumatore cerca: vini autentici, capaci di raccontare la loro terra.”

















